Tour Amelia Earhart

Un tour VFR da effettuare con il DC3. Fino ad ora solo un pilota lo ha finito rispettando tutte le regole. Alla fine ha detto: “Ora si che posso dire di aver preso la laurea VFR”

Amelia Earhart, La donna che volò sull’Atlantico: il mistero della scomparsa che ispirò libri, film e un disco “sconosciuto”. Inoltre, Google celebra con un doodle l’anniversario della nascita di Amelia Earhart, la prima donna a volare in solitaria sopra l’oceano Atlantico. Questo Tour è stato realizzato, dopo un’accurata ricerca storica da parte di Marco SDG002 che, ispirandosi a questo leggendario personaggio, ha ricostruito, quanto più fedelmente ha potuto, le varie tratte, ed ora voi potrete ripetere lo stesso volo, rivivendo, quasi, le stesse difficoltà che lei riscontrò, augurandovi di non sparire,a vostra volta, nel Pacifico. 

Ecco la sua storia raccontata da PAOLO VITES

Il sogno di Amelia Earhart era quello di fare il giro del mondo in aeroplano, la prima donna a tentare questa impresa. Amelia era già passata alla storia diventando, dopo Lindbergh, il pilota più famoso del mondo. Nel 1932 infatti aveva compiuto l’impresa di trasvolare l’Atlantico in solitaria, la prima donna a fare ciò. Volando per quattordici ore e cinquantasei minuti partendo da Terranova aveva raggiunto Londonderry nell’Irlanda. In realtà Amelia era già stata la prima donna a trasvolare l’Atlantico, anche se non da sola: nell’aprile del 1928 infatti insieme a un equipaggio composto da altri tre piloti aveva compiuto l’impresa in 21 ore.
Dopo la solitaria del 1932, Amelia avrebbe compiuto un’altra impresa straordinaria, volare da una costa all’altra degli Stati Uniti senza fare scalo partendo da Los Angeles e atterrando nel New Jersey.  In seguito sarebbe diventata anche la prima donna a volare dalla California alle Hawaii in solitaria.
Personaggio affascinante, di una certa bellezza e sicuramente di grandissimo coraggio, Amelia Earhart nasce il 24 luglio del 1897: deve attendere di avere 23 anni per salire per la prima volta su un aereo e come si usa dire, non ne sarebbe scesa più.

La sua morte è ancora oggi circondata dal mistero: scompare mentre è impegnata nell’impresa che aveva desiderato da sempre, compiere il giro del mondo in volo, aveva solo 40 anni di età.  Il suo corpo non venne mai ritrovato e ufficialmente la si considera ancora oggi scomparsa. Per il suo ultimo volo era partita con un aiuto pilota il primo giugno 1937 da Miami. Dopo aver compiuto la maggior parte del viaggio, il 2 luglio si trova nei dintorni dell’isola di Howland nel Pacifico quando lancia l’allarme: stanno finendo il carburante. Di loro si perdono le tracce. Tanta era la sua fama che il presidente degli Stati Uniti Roosevelt ordina una missione di ricerca composta di nove navi e 66 aerei: le ricerche verranno interrotte il 18 luglio senza alcuna fortuna. Nel corso degli anni la sua scomparsa sarebbe diventato un affascinante mistero pieno di indizi.

A lei hanno si sono dedicati il cinema (nel 2010 è uscito un film con Richard Gere in cui Amelia Earhart è interpretata dall’attrice Hilary Swank) e anche la musica.

A lei hanno dedicato canzoni Joni Mitichell (Amelia) e Antonella Ruggiero (L’aviatrice), ma ben pochi sanno che a lei fu dedicato un intero disco.
Si intitolava ” In Search Of Amelia Earhart” e uscì nel 1972. Autori del disco erano degli inglesi trapiantati in America, i Plainsong, che pubblicarono un solo altro disco e sparirono nel nulla proprio come Amelia.
Il membro più famoso della band era Ian Matthews già fondatore dei Fairport Convention. Sebbene inglesi di nascita, i Plainsong musicalmente si ispiravano alla nuova musica californiana, quella di band come gli Eagles, il cosiddetto country-rock. “In Search Of Amelia Earhart” è un disco molto bello, ricco di ballate caratterizzate da splendide armonie vocali, ottimi intrecci di chitarre acustiche e soprattutto la giusta dose di tristezza e malinconia come si addice a una raccolta di canzoni dedicate a una affascinante donna coraggiosa che aveva dato la vita inseguendo il suo sogno, quello di volare.
Curiosamente, la casa discografica che pubblicò il disco si chiamava Elektra, proprio come l’aeroplano con cui Amelia aveva fatto il volo sopra l’Atlantico in solitudine. Il disco, fin dalla copertina, ricorda Amelia e il suo aeroplano ed è una delle pagine di musica meno conosciute ma più affascinanti che siano mai state pubblicate. I Plainsong evidentemente dovevano essere rimasti colpiti dal mistero della scomparsa di Amelia, infatti il disco si intitola “alla ricerca di Amelia Earhart”. 

Diverse sono le ipotesi sulla sua scomparsa. Secondo alcuni, in realtà la donna era un agente dei servizi segreti americani e durante il volo sarebbe caduta in mano ai giapponesi che l’avrebbero arrestata. Ci sarebbero testimonianze di prigionieri che dicono di averla vista in campi di prigionia, in uno dei quali sarebbe poi morta di stenti. Secondo altre voci sarebbe stata giustiziata sempre dai giapponesi. Qualche anno fa sull’isola di Nikumaroo venne trovata una scarpa da aviatore della misura 39, quella di Amelia, mentre nel 2010 sempre in quell’isola sarebbero stati trovati dei resti di ossa che sono stati attribuiti a lei. Questo proverebbe che Amelia non era morta di colpo precipitando con il suo velivolo, ma in seguito, dopo essere rimasta viva sull’isola nessuno sa per quanto tempo. Furono infatti trovati anche dei trucchi da donna, bottiglie di vetro e gusci aperti con un coltello. Cè infine l’ipotesi più fantasiosa, tipica di tanti personaggi celebri americani. Dopo essere stata tenuta prigioniera dai giapponesi, Amelia sarebbe tornata in America prendendo una nuova identità e vivendo tranquilla e nascosta per molti anni, facendosi chiamare Irene Caraigmile Bolam. Ma chiunque conosce la vera Amelia, sa che non avrebbe mai rinunciato a tornare a volare. Da qualche parte, Amelia Earhart sta ancora volando.  https://it.wikipedia.org/wiki/Amelia_Earhart

Il volo: La pianificazione prevedeva di circumnavigare il globo da oriente a occidente e iniziò con un volo, non pubblicizzato, da Oakland in California a Miami in Florida, dove la Earhart annunciò pubblicamente il suo progetto di circumnavigazione del globo. Il cambio di direzione del volo fu parzialmente dovuto a cambiamenti nel clima atmosferico lungo la rotta pianificata del primo tentativo. Nonan fu il solo membro dell’equipaggio di Earhart per questo secondo volo. Partirono da Miami il 1º giugno e, dopo diverse fermate in Sud America, in Africa, nel subcontinente indiano e nell’Asia sudorientale, arrivarono a Lae, in Nuova Guinea, il 29 giugno 1937. A questo punto avevano percorso 35.000 km; rimanevano da percorrere 11.000 km di volo sopra il Pacifico.

Partenza da Lae: Il 2 luglio 1937, a mezzanotte, la Earhart e Noonan decollarono da Lae con l’Electra sovraccarico. La loro destinazione era l’Howland, una striscia piatta di terra lunga 2 km, larga 500 m, alta 3 m e distante 4.113 km. La loro ultima posizione riportata fu vicino alle Nukumanu, circa 1.300 km lungo la rotta. Il cutter della Guardia costiera statunitense Itasca era stazionato a Howland, con l’incarico di comunicare con l’aereo di Earhart e guidarlo fino all’isola, una volta che fossero arrivati nelle sue vicinanze.

Avvicinamento finale a Howland: A causa di una serie di incomprensioni o errori (i dettagli dei quali sono ancora controversi), l’avvicinamento finale a Howland mediante navigazione radio non ebbe successo. Fred Noonan aveva scritto in precedenza di problemi circa la precisione della navigazione mediante la radio. Alcune fonti hanno citato l’apparente non buona comprensione, da parte della Earhart, del radiorilevamento con antenna a telaio Bendix, che all’epoca era una tecnologia molto nuova. Un’altra causa citata sono le possibili confusioni dovute al fatto che l’Itasca e la Earhart avevano pianificato le loro comunicazioni usando due sistemi con una differenza di tempo di mezz’ora: Earhart faceva riferimento all’ora legale di Greenwich (GCT, Greenwich Civil Time) mentre l’Itasca si basava sul sistema navale di individuazione del fuso orario.

Le riprese cinematografiche girate a Lae suggeriscono che l’antenna montata al di sotto della fusoliera possa essere stata strappata dall’Electra sovraccarico, durante il rullaggio o il decollo da Lae, sebbene essa non sia stata ritrovata. Don Dwiggins, nella sua biografia di Paul Mantz (che assistette la Earhart e Noonan nella pianificazione del volo), riporta che gli aviatori avevano tagliato l’antenna a filo (del tipo detto long-wire o random wire), per evitarsi il fastidio di doverla ritirare nell’aereo dopo l’uso.

Segnali radio: Durante l’avvicinamento di Earhart e Noonan all’isola di Howland, l’Itasca ricevette trasmissioni voce forti e chiare da Earhart che si identifica come KHAQQ, ma apparentemente lei non ricevette le risposte dalla nave. Alle 7.42 del 2 luglio, Earhart trasmise: “We must be on you, but cannot see you—but gas is running low. Have been unable to reach you by radio. We are flying at 1,000 feet”. ( Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi — ma il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1.000 piedi). Nella trasmissione delle 7.58 disse che non poteva sentire l’Itasca e chiese di inviare segnali vocali, così da poter tentare di trovare la posizione via radio (l’Itasca identificò questa trasmissione come il segnale più forte possibile, quindi Earhart e Noonan dovevano trovarsi nelle immediate vicinanze). Non potevano inviare segnali vocali alla frequenza richiesta, quindi vennero inviati invece segnali in codice Morse. La Earhart segnalò di aver ricevuto questi segnali ma disse di non essere in grado di determinare la loro direzione. Nella sua ultima trasmissione conosciuta alle 8.43, la Earhart trasmise «Siamo sulla linea 157 337. Ripeteremo questo messaggio. Ripeteremo questo messaggio a 6210 kHz. Attendete». Comunque pochi momenti dopo era di nuovo sulla stessa frequenza (3105 kHz) con una trasmissione che venne registrata come di qualità “discutibile”: “Stiamo volando in linea nord e sud”. La trasmissione di Earhart pareva indicare che lei e Noonan pensavano di aver raggiunto la posizione indicata sulla mappa per l’isola di Howland, che era errata di circa cinque miglia nautiche (10 km). Per un certo periodo di tempo l’Itasca usò le sue caldaie per generare fumo, ma apparentemente questo non fu visto. Le molte nuvole sparpagliate nell’area sopra Howland sono state citate come un problema: le loro ombre scure sulla superficie dell’oceano avrebbero potuto essere quasi indistinguibili dall’isola, a causa del suo profilo molto piatto. Rimane controverso il fatto che segnali via radio vennero successivamente ricevuti dalla Earhart e Noonan. Se le trasmissioni sono state ricevute dall’Electra, la maggior parte se non tutte erano deboli e troppo disturbate. La trasmissione voce dalla Earhart a Howland erano sulla frequenza 3105 kHz, una frequenza riservata all’uso dell’aviazione dalla FCC. Questa frequenza non era ritenuta adatta per trasmissioni su lunghe distanze. Quando la Earhart era ad altitudine di crociera e a metà strada tra Lae e Howland (oltre 1000 miglia di distanza da entrambe), nessuna delle due stazioni ricevette la sua trasmissione programmata alle 8.15 GCT. Inoltre la trasmittente da 500 watt usata da Earhart era collegata a un’antenna di tipo V, dalla lunghezza inadeguata. L’ultima trasmissione voce ricevuta a Howland dalla Earhart indicava che lei e Noonan stavano volando lungo una linea di posizione (presa su una “linea del sole” orientata su 157-337 gradi) che Noonan avrebbe calcolato e disegnato su una mappa come passante attraverso Howland. Dopo aver perso contatto con Howland si tentò di raggiungere gli aviatori con trasmissioni sia radio che in codice Morse. Operatori radio in tutto il Pacifico e negli Stati Uniti potrebbero aver ricevuto segnali dall’Electra ma questi erano inintelligibili o deboli. Alcune di queste trasmissioni erano bufale, ma altre paiono essere state autentiche. Rilevamenti delle stazioni della Pan American Airways indicano segnali provenienti da diverse posizioni, inclusa Nikumaroro.
All’epoca si ritenne che se questi segnali provenivano da Earhart e Noonan, questi dovevano essere atterrati sulla terraferma con l’aereo o in caso contrario l’acqua avrebbe cortocircuitato il circuito elettrico dell’Electra. Segnali sporadici vennero riportati per quattro o cinque giorni dopo la sparizione, ma nessuno riportò alcuna informazione comprensibile. Il capitano della Colorado successivamente disse «Non c’era alcun dubbio che molte stazioni radio stavano chiamando sulla frequenza dell’aeroplano di Earhart, alcune per voce e altre per segnale. Tutto ciò si aggiunse alla confusione e rende dubbia l’autenticità delle segnalazioni».
La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l’impiego di nove navi e 66 aerei per un costo stimato di circa quattro milioni di dollari. Le navi e gli aerei impegnati nella ricerca, il cui comandante era amico personale di Amelia, non giungono sul luogo se non dopo cinque giorni. Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250.000 miglia quadrate di oceano. http://aerostoria.blogspot.it/2011/09/amelia-earhart.html

In questo Tour partirete da San Francisco, costeggerete la costa orientale del Sud America dopo essere passati dalla Florida, attraverserete da ovest ad est l’Africa più o meno all’equatore, proseguirete per l’Australia passando dall’India e Indonesia per poi fare i tre salti sul Pacifico che vi vedranno arrivare ad Honolulu, le Hawaii ed infine rientrare a San Francisco. Ovviamente, essendo un volo storico, non vi sono le limitazioni VFR attuali, siete quasi liberi di volare come volete ma rispettando il regolamento qui riportato. Lei utilizzò un Elektra LC10 opportunamente modificato, pertanto si è deciso di utilizzare un DC3 visto che è compatibile con il periodo del volo di Amelia e può portare, al suo interno, dei serbatoi che gli permettono di aumentare l’autonomia a 20 ore di volo. Se non sapete o non potete variare il quantitativo di carburante del DC3 del vostro simulatore, è consentito un rifornimento in volo.

REGOLE:

  • Le tappe vanno volate in sequenza.
  • La pianificazione è libera, dovete solo rispettare le tratte e i punti di passaggio obbligati.
  • Ogni rotta va pianificata ed inserita correttamente sia sui network online (VATSIM o IVAO) sia sul software ACARS che traccia la telemetria del volo.
  • Utilizzare un DC3
  • Gli intervalli fra i punti di riporto sono, in linea di massima, ogni 30 minuti, ovviamente dove possibile. Vi sono delle eccezioni a questa regola, in questo caso troverete una nota sul leg.
  • La quota massima di volo è di 13.500 piedi. In quegli anni, gli aerei non erano pressurizzati e incorrereste nell’ipossia.
  • Le quote circuito vanno rispettate (se manca la documentazione necessaria applicare il circuito standard).
  • Molte tratte richiedono il passaggio obbligato di alcuni punti che sono indicati con l’ICAO dell’aeroporto o radio assistenza più vicina o dalla posizione geografica.
  • I riporti VFR fuori dall’Italia non sono sempre rintracciabili, pertanto createveli voi.
  • Ovviamente non siamo nemmeno al corrente delle regolamentazioni estere, pertanto, se sotto controllo, spiegate in chat privata che volo state facendo e la sconoscenza delle regolamentazioni, chiedete il supporto necessario o la possibilità di continuare il volo ignorandole.
  • Sarebbe opportuno (ad esclusione degli attraversamenti oceanici o delle tratte superiori alle 5 ore di volo) effettuare i voli online.

 NOTE: – Se avete qualche dubbio non esitate a contattare Marco SDG002

– Al completamento del Tour, il pilota riceverà l’Award sul suo profilo.

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